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Protesi sportiva e adattamento: dal post amputazione alla ripresa dell’attività sportiva

L’amputazione di un arto segna sempre uno spartiacque tra due vite diverse: quella del pre e del post intervento. Per chi ha sempre praticato attività fisica, l’utilizzo di una protesi sportiva che faciliti l’adattamento all’arto residuo e consenta di continuare a dedicarsi alla propria passione rappresenta un importante pilastro su cui ristabilire la nuova vita quotidiana. L’entità del cambiamento è ovviamente legato al livello di amputazione, al fatto che interessi gli arti inferiori o superiori, uno o entrambi.

L’amputazione transfemorale, che interessa tutta la coscia, avrà sicuramente un impatto più profondo nella possibilità di svolgere attività come la corsa rispetto all’amputazione transtibiale, che richiede una protesi sportiva sotto il ginocchio. Così anche la tipologia di sport può prestarsi o meno per essere praticata da chi ha subito un’amputazione ad un braccio o a una gamba.

Oltre a questi fattori, l’adattamento alla protesi sportiva è determinante per la ripresa delle attività quotidiane in generale e, quindi, dello sport. L’atleta deve infatti ricostruire la capacità di movimento sulla base della nuova fisionomia. Il che significa adattare muscolatura e, soprattutto, cervello al nuovo modo di utilizzare il corpo, che andrà a influenzare anche lo svolgimento dello sport.

Vediamo allora nel dettaglio le fasi dal post amputazione fino alla ripresa dell’attività sportiva, passando per l’adattamento alla protesi.

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Il primo passo: post intervento e guarigione

Nella prima fase dopo l’intervento di amputazione, il principale obiettivo è quello di far guarire e recuperare il moncone. Solo una volta completamente guarito, infatti, è possibile indossare la protesi sportiva e iniziare le successive fasi di adattamento. Questo è quindi un periodo delicato, la cui durata dipende da fattori personali ma richiede anche una partecipazione attiva e collaborativa per velocizzare il processo.

In particolare, possiamo individuare due step fondamentali che precedono la fase di adattamento alla protesi e riabilitazione:

  • Guarigione moncone. Come anticipato, per poter indossare qualsiasi tipo di protesi, sportiva o non, per qualsiasi tipo di amputazione, il moncone deve essere completamente guarito. Ciò comporta un controllo quotidiano della ferita fino alla completa cicatrizzazione e una terapia di compressione per la riduzione dell’edema.
  • Esercizi di mobilizzazione. Questi comprendono il giusto posizionamento nel letto, volto ad evitare l’irrigidimento dei muscoli e dell’articolazione vicina al moncone, gli esercizi di respirazione ed altri esercizi per stabilizzare l’apparato circolatorio. Questi esercizi sono indispensabili per mantenere il fisico attivo e velocizzare i tempi di preparazione alla protesi.

Le tempistiche di recupero, come accennato, sono soggettive e dipendono dalla tipologia di amputazione. Una completa cicatrizzazione può richiedere anche più di un anno, e va trattata costantemente con apposite creme per mantenere la parte morbida ed elastica, così da assicurare un miglior comfort di utilizzo della protesi sportiva e un adattamento ottimale all’invaso. Per questo, prima di passare alla protesi definitiva, spesso è necessario un periodo di preparazione con una protesi provvisoria, per un periodo dai 3 ai 6 mesi.

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Protesi sportiva e adattamento: riabilitazione e ripresa attività sportiva

Perché si possa procedere con l’utilizzo della protesi sportiva e con la fase di adattamento, è indispensabile che il moncone presenti le seguenti caratteristiche:

  • Poco o nessun dolore
  • Deve essere in grado di sostenere il peso corporeo
  • Assenza di gonfiore e ritenzione di liquidi
  • Deve poter essere spostato in tutte le direzioni

Una volta accertate queste condizioni, è possibile iniziare la nuova vita con la protesi. Innanzitutto va scelto il dispositivo più funzionale alle proprie esigenze e alla proprie caratteristiche fisiche. Nel caso delle protesi sportive, l’adattamento dipende anche e soprattutto dall’ergonomia dell’invaso, oltre che a design e materiali della stessa.

A questo punto, possiamo individuare gli ultimi passi che precedono la ripresa dell’attività sportiva:

  • Scelta e prova della protesi. Per la scelta della protesi puoi rivolgerti a un’officina ortopedica specializzata a tua scelta. Il tecnico ortopedico ti indirizzerà verso la soluzione più adatta alle tue esigenze, eventualmente realizzando una protesi sportiva su misura. Questa sarà poi provata in diverse sessioni per ottimizzare l’allineamento dell’invaso.
  • Adattamento alla protesi e allenamento al cammino. Una volta adattata la protesi alla fisionomia dell’arto, sarà invece la persona a doversi adattare al nuovo dispositivo per essere in grado di padroneggiarlo al meglio. Nel caso di amputazione della gamba, va innanzitutto fatto un primo allenamento alla camminata, per poi passare a movimenti più complessi.
  • Ripresa attività sportiva. Una volta acquisita una buona padronanza della protesi sportiva e se l’adattamento alla nuova tipologia di movimento è andata a buon fine, è possibile iniziare la ripresa dell’attività sportiva. Per questo, è importante rivolgersi a un professionista esperto nella preparazione di atleti amputati, in grado di indirizzare lo sportivo ai movimenti più opportuni attraverso esercizi mirati.

La strada verso la ripresa dell’attività sportiva è sicuramente lunga e ardua, e richiede una buona motivazione da parte dell’atleta. Per chi già è abituato alle sfide dello sport, tuttavia, questo è anche un importante stimolo per ricostruire la propria quotidianità e rinnovare l’autostima.

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