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Amputazione e rinnovo patente: tutto quello che c’è da sapere

Molte persone oggi sognano di poter tornare a guidare la propria auto dopo aver subìto un’amputazione. Ma chi è che può farlo e chi no? Quanti sono realmente a conoscenza della patente “speciale”?

Scopriamo insieme tutto ciò che c’è da sapere, buona lettura!

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Amputazione e rinnovo patente: cosa dice la legge?

L’art. 478 del regolamento italiano, approvato con decreto-legge dal Presidente della Repubblica il 30 giugno 1959, afferma che tutti coloro che presentano delle minorazioni anatomiche e/o funzionali invalidanti, a carico degli arti oppure della colonna vertebrale, anche eventualmente corrette con protesi adeguate, non richiedono speciali adattamenti del veicolo e possono conseguire la patente per la guida di autoveicoli e motoveicoli delle categorie sia A che B.

Le menomazioni anatomiche e/o funzionali che, invece, non offrono sufficiente garanzia di sicurezza nella guida, senza determinati adattamenti del veicolo o senza una particolare disposizione dei comandi, stando alla Costituzione, si suddividono in questo modo:

a) “perdita anatomica totale di un arto superiore, o parziale per amputazione ad un livello più alto del punto di unione del terzo medio con il terzo superiore dell’avambraccio oppure limitazione funzionale equiparabile.”

b) “perdita anatomica parziale di un arto superiore con conservazione di almeno tutto il terzo superiore dell’avambraccio e con integrità funzionale dell’articolazione scapolo-omerale e del gomito, anche se il soggetto è munito di protesi tollerabile ed efficiente per la manovra del volante, oppure limitazione funzionale di un arto superiore, per esiti stabilizzati di lesioni nervose, ossee, articolari, tendinee e muscolari, che provochi una diminuzione della forza e/o della motilità dell’arto o di un suo segmento, tale
da non consentire di compiere correttamente le manovre ad esso devolute e che, sia pure con correzioni di protesi, non risulti comunque più grave di quella derivante dalla perdita anatomica sopra descritta.”

c) “perdita anatomica di una mano o di tutte le sue dita oppure limitazione funzionale di essa, tale da non consentire una presa sufficientemente valida, con integrità funzionale delle articolazioni del gomito e della scapolo omerale.”

d) “perdita anatomica di un arto inferiore o parziale per amputazione della gamba ad un livello più alto di quello corrispondente ad otto centimetri dalla interlinea articolare del ginocchio oppure limitazione funzionale equiparabile.”

e) “perdita anatomica parziale di un arto inferiore con conservazione della gamba ad almeno otto centimetri dalla interlinea articolare del ginocchio, con integrità funzionale delle articolazioni del ginocchio e della coxo-femorale, anche se il soggetto è munito di protesi tollerabile ed efficiente per l’effettuazione della manovra di un pedale opportunamente adattato oppure limitazione funzionale di un arto inferiore, per esiti stabilizzati di lesioni nervose, ossee, articolari, tendinee e muscolari, che provochi una diminuzione della forza e della motilità dell’arto o di un suo segmento, tale da non consentire di compiere correttamente le manovre ad esso devolute e che, sia pure con correzioni di protesi, non risulti comunque più grave di quella derivante dalla perdita anatomica sopra descritta.”

Coloro che presentano minorazioni in entrambi o in più di due arti, non possono conseguire alcuna patente, fatta eccezione per le persone che conservano la validità funzionale di due arti. Essi infatti possono conseguire la patente per la guida di motoveicoli ed autoveicoli della categoria F, di particolari tipi e caratteristiche stabiliti con decreto del Ministro per i Trasporti.
Il rilascio di tale patente è ammesso soltanto per coloro che presentano in un arto inferiore un’invalidità non più grave di quelle elencate nella lettera e) del precedente comma e/o non ne presentino alcuna invalidante negli altri tre arti.

Sebbene ci siano chiare istruzioni nella legge, ci sono spesso casi in cui il comitato non riconosce stabilità anche in caso di anatomia dell’arto o perdita di funzionalità. Va inoltre tenuto presente che, come ha sottolineato lo stesso Ministero della Salute, se pazienti con disabilità o arti giudicati stabili dal comitato medico locale hanno contemporaneamente altre malattie dello sviluppo (come ad esempio l’artrite grave), la situazione stabile non sussisterà più. Pertanto, il giudizio sulla stabilità delle condizioni fisiche del titolare deve ovviamente fare riferimento al suo stato di salute generale: in tale valutazione è inevitabile l’autonomia della commissione medica locale nei singoli casi.

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Amputazione e rinnovo patente: permesso speciale

La patente speciale è un documento che consente alle persone con mobilità ridotta di guidare un’auto. Per ottenere questo particolare permesso, chiamato appunto patente B speciale, è necessario recarsi presso la Commissione Medica Locale – l’ente preposto a valutare l’idoneità alla guida per una particolare tipologia di utente – e accertare la capacità di guida del candidato, nonostante i limiti fisici. Per iniziare, occorre prendere appuntamento con l’ASL, in cui è essenziale essere muniti di certificato medico, preferibilmente rilasciato da uno specialista o da un esperto, che attesti il ​​tipo e il grado di disabilità. Se la visita alla commissione dovesse andare a buon fine, verrà rilasciato un certificato di idoneità automobilistica di validità pari a 90 giorni, dopodiché si potranno sostenere gli esami sia teorici che pratici.

Condizione indispensabile per la guida del conducente candidato, è che l’auto subisca gli adeguamenti che lo stesso comitato stipulerà. Per abbinare l’auto con l’equipaggiamento idoneo, è necessario rivolgersi ad un centro di riparazione specializzato in questo genere di lavoro.
La patente BS è valida 5 anni ma, in caso di malattie degenerative, il comitato può decidere di controllare il conducente con maggiore frequenza e fare accertamenti continui. Per rinnovare il permesso è necessario farsi visitare dalla ASL per il problema e fornire un certificato medico aggiornato.
Nel caso in cui il guidatore avesse invece la necessità di convertire la patente B in patente B speciale, l’auto deve essere dotata di opportune modifiche (come l’inversione del pedale o l’utilizzo del comando al volante) e supportare il test di guida effettivo dell’auto modificata.

Amputazione e rinnovo patente: sono in grado di guidare di nuovo?

Negli ultimi anni è emerso che i pluriamputati hanno più difficoltà nel ritornare alla guida, rispetto a chi ha singole minorazioni, indipendentemente dal livello di amputazione di quest’ultime. Tuttavia, recenti studi hanno dimostrato che la maggior parte delle persone con amputazione di arto, a seguito della visita al Centro Servizi Mobilità, ritornano a guidare in sicurezza con almeno un adattamento auto in un periodo di tempo di circa tre mesi, riacquistando un senso di fiducia nelle proprie capacità ed un inevitabile benessere mentale!

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